Si chiama “Coro a porte aperte”, l’evento che organizza l’associazione di volontariato A.L.I.Ce. Cuneo Odv col patrocinio del Comune, nella mattinata di mercoledì 15 giugno, a Fossano, in piazza XXVII Marzo 1861 (meglio conosciuta dai fossanesi come piazza delle Uova), dalle 9,30 alle 11,30 circa (in caso di maltempo l’evento si svolgerà nel teatro dei Battuti bianchi, largo Camilla Bonardi).

Un “open day” (a partecipazione libera e gratuita) che porterà in piazza il Coro degli Afasici “Enrico Catelli”, per una prova aperta al pubblico, per sensibilizzare la popolazione sulle tematiche dell’ictus, dell’afasia, della disabilità e dell’inclusività. Il Coro degli Afasici è infatti costituito da persone che hanno perso l’uso della parola per via dell’ictus, ma che la ritrovano grazie alla forza della riabilitazione musicoterapica, ma anche dall’empatia dello stare insieme, dell’essere gruppo, in un prezioso scambio reciproco fra coristi, volontari, familiari, enti, Istituzioni e realtà coinvolte.

L’associazione cuneese per la lotta all’ictus cerebrale (A.L.I.Ce., in acronimo), porta avanti da qualche tempo questo progetto di terapia ed empatia, con molti soggetti che si ritrovano a Fossano (perché città baricentrica rispetto alle altre città “sorelle” della Granda), due volte a settimana, per cercare si sconfiggere questa terribile condizione che investe la comunicazione, per un soggetto su tre, dopo la malattia. È una patologia sordida l’ictus: prima causa di disabilità, terza di morte, che spesso rappresenta la recidiva di ictus pregressi e che per un caso su quattro colpisce soggetti con meno di 55 anni. Insomma, una condizione che può toccare tutte le età, grave e gravemente acuìta dal Covid, e che morde ancora più duro soprattutto fra chi è lasciato solo, dopo magari un primo episodio di ictus. In questo è fondamentale il ruolo dell’associazionismo, per stare insieme, fare fronte comune fra malati, familiari, Istituzioni e sentirsi così parte di una “grade famiglia”.

Marianna, che nella famiglia di A.L.I.Ce. è una delle volontarie più longeve, referente del progetto, spiega il senso della giornata “a porte aperte”: “Abbiamo pensato di scendere in piazza contro l’afasia, per mostrare il prodigio del Coro: quanto lavoro e quanta ‘fatica’ ci sia anche solo per recuperare un suono, una parola, che l’ictus rischia di far perdere per sempre. C’è dietro un lavoro enorme, di professionisti, come i musicoterapisti Margherita De Palmas e Maurizio Scarpa, che ringraziamo. Così come ringraziamo tutte le realtà, persone, ed enti che ci sostengono, grazie di cuore. E poi ci sono i molti volontari che si premurano che tutto sia sempre perfettamente in ordine: è una ‘macchina’ che deve girare senza intoppi. Inoltre ci sono i trasporti che A.L.I.Ce. cerca di mettere in campo per persone svantaggiate e in difficoltà, grazie ad altre realtà del terzo settore: trasporti verso i Battuti bianchi dal Cuneese, Fossanese, Saluzzese, Saviglianese, Monregalese, Albese-Braidese… Sono una trentina gli afasici partecipanti alle attività; non si può immaginare, né descrivere a parole questo grande lavoro che viene svolto. Bisogna vederlo; anzi bisogna ascoltarlo. Per questo vi invitiamo a venire in piazza il 15 giugno, vi mostreremo come operiamo e quanto valga più dell’oro ogni molecola di suono recuperata”.

Una festa della voce, per dare voce, per ritrovare la voce, anzi la parola: “Immaginate se un giorno, da un momento all’altro – aggiunge Marianna – rimaneste senza parola, senza più possibilità di comunicare. Per questo è importante esserci, e sottolineo, sostenere l’associazione col 5×1000 scrivendo il codice fiscale 96067980043 in dichiarazione dei redditi. Grazie di cuore”.

Per informazioni:

cuneo@aliceitalia.org

telefono: 333 745 8606.

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