
Sabato 17 ottobre alle 17, presso la sede dell’Aassociazione Alec, in via Vittorio Emanuele II, 30, sarà presentato il libro di Michele Camillò, Restituiscimi i miei sandali. Durante la serata l’autore dialogherà con Gianni Abba’. Un viaggio nel tempo per tornare al 1980 e raccontare, attraverso ricordi ancora vividi, un’epoca fatta di amicizia, passioni, musica, cinema, sport e incontri.
Una storia “quasi vera”, ambientata in un piccolo paese chiamato Ariabuona, dove vivono quattro amici e sognatori, Diego, Roberto, Nicola e Marco. Uniti dalle stesse passioni e dalla voglia di vivere fino in fondo ogni esperienza, i quattro trascorrono un anno tra cinema, letteratura, sport e soprattutto musica, con una particolare passione per Bob Marley. Il libro è anche un viaggio dentro gli anni Settanta e Ottanta, anni che l’autore definisce “anni da bere ma anche anni contraddittori, dove però tutto era possibile”. Un’epoca nella quale i gesti quotidiani avevano un sapore diverso come ascoltare un disco, scattare una fotografia, prendere un caffè al bar, giocare a flipper o a biliardino, andare al cinema e poi discutere del film in pizzeria, seguire il Festival di Sanremo, tifare per la Nazionale, guardare Novantesimo minuto e le Olimpiadi, telefonare dalle cabine con un gettone in tasca. “La vita scorreva in maniera più lenta, si gustava, masticando lentamente e godendo di ogni boccone, leccandosi poi, anche i baffi e le dita”. I quattro amici si ritrovano abitualmente al bar, nel negozio di dischi, nella libreria “Ancora una pagina”, dal barbiere e al Circolo, dove un giorno arriverà anche Umberto Eco. Infine, realizzano un sogno a lungo coltivato, un viaggio in Sud America. Ma al centro del racconto c’è soprattutto
l’amicizia, quella capacità di condividere idee, passioni, sogni e anche momenti difficili.
Restituiscimi i miei sandali si rivolge a lettori di ogni età, ai giovani, che potranno scoprire un mondo lontano e affascinante, e agli adulti, che potranno invece ritrovare atmosfere, passioni e ricordi di una stagione della propria vita. Perché, come sottolinea l’autore “Vita vissuta, sorseggiata, goduta e scandita sempre dall’incontrare l’altro, perché incontrare vuol dire esistere, vuol dire vivere”.
Per informazioni: www.associazionealec.it.