di Marco Alfieri

Fonte: www.zandegu.it

Instagram è il social delle foto. Va bene, questo lo sanno tutt*. Ma le immagini, da sole, possono non bastare. In questo post voglio approfondire un aspetto che a volte viene sottovalutato: il testo di accompagnamento alle immagini. Chiamalo post, chiamala didascalia o caption, ma sempre di quello si tratta. È uno spazio che Instagram al momento limita a 2.200 caratteri, spazi compresi. Ed è uno spazio prezioso.

Le didascalie possono infatti avere mille funzioni, le principali secondo me sono:

  • agganciare il tuo pubblico, dopo averlo incuriosito con una bella foto;
  • dare informazioni complementari sui tuoi prodotti o servizi;
  • amplificare i contenuti del blog;
  • attivare call to action;
  • stimolare discussioni ed engagement, facendoti ben volere dall’algoritmo.

Insomma, la caption è la ciliegina sulla torta di un post su Instagram, ma mi sento di dire che a volte è proprio la torta stessa. Bella pannosa, anche. Per questo ho pensato di condividere con te un elenco di azioni per me essenziali, per scrivere un post efficace su Instagram:

  • come trovare le idee;
  • come strutturare una caption ideale, dall’incipit alla chiamata all’azione;
  • quale lunghezza dargli;
  • il tono di voce e lo stile;
  • quali sono gli elementi di contorno, oltre al testo, da tenere in considerazione.

Prima di scrivere un post su Instagram, pensa

Il primo consiglio è un evergreen della comunicazione. Prima di partire in quarta, devi ragionare e pianificare per bene. Prepara un calendario editoriale, identifica un numero congruo di post mensili, metti a punto un bel ventaglio di argomenti. Il consiglio è quello di alternare post più propriamente marchettari ad altri dove dai più spazio alla narrazione. Bisogna trovare il giusto mix tra post che vendono e altri che raccontano e creano engagement. Se, ad esempio, realizzi vestiti per bimbi con prodotti naturali, potresti dedicare un paio di post al mese alla presentazione di capi della linea autunnale, alternati a post in cui approfondisci un materiale o una lavorazione particolare, o racconti un dietro le quinte del tuo lavoro. Cerca di raccontarti in modo empatico, costruendo una narrazione coerente con la tua immagine e il tuo tono di voce, avvicinandoti al cliente con garbo e autorevolezza. Un buon testo è come una buona casa: dalle fondamenta, ai pavimenti, al tetto, tutto va costruito per bene, con una struttura solida e funzionale.

Scrivi un incipit che acchiappi il lettore

Come già sai, per ogni caption, Instagram mostra un’anteprima di pochissimi caratteri, prima di lasciare spazio ai tre puntini e al tasto “altro”, che fa comparire il resto del testo. Non sottovalutare l’importanza di questi caratteri che tutti vedono subito. Sono il tuo biglietto da visita e devono spingere il lettore ad andare avanti, devono agganciarlo qui e ora. Non temere quindi di spoilerare la ciccia del tuo post sin dalle prime righe. Potrebbe, anzi, dare al lettore lo stimolo giusto per continuare. Un trend sempre più diffuso è quello di utilizzare questo spazio come una vera e propria headline, inserendo un titolo accattivante all’interno di due parentesi quadre oppure utilizzando delle emoji a mo’ di separatori. Un brevissimo testo, per aprire al lettore le porte del resto del post.

La lunghezza ideale di una caption su Instagram

Quando si parla di lunghezza sulle nostre teste pende sempre la spada di Damocle della scarsa attenzione, dell’incapacità dell’uomo moderno di concentrarsi per più di un nanosecondo, della fretta e della distrazione endemiche. Certo, sappiamo che testi infiniti potrebbero avere meno appeal, ma qui si parla di non superare 2.200 caratteri, non di scrivere l’Enciclopedia Britannica.

In tema di lunghezza, i trend principali che si stanno affermando su Instagram in questo momento sono due. Il primo è quello che vede caption cortissime e significative, spesso ironiche e molto divertenti. Lo scopo, in questo caso, è fulminare il lettore, colpendolo con poche memorabili parole.

Il secondo è quello che vede dei testi più articolati, strutturati come microblog, prestando particolare attenzione a paragrafi e impaginazione. In questo secondo caso, si vuole argomentare, spiegare, coinvolgere, raccontare storie.

Chiama all’azione il tuo lettore

Non dimenticarti MAI che ogni caption deve servire a uno scopo preciso, verso cui vorrai condurre il lettore. Per questo, all’interno del tuo post, devi sempre inserire una call to action, invitando il tuo potenziale cliente a “fare cose”.

Potrà essere:

  • la partecipazione a un sondaggio;
  • l’invito a commentare il post, a dire la propria, a raccontare qualcosa (l’ascolto del pubblico è sempre cruciale!);
  • la lettura di una sales page;
  • l’approfondimento di un argomento sul blog;
  • l’utilizzo di un coupon sconto;
  • la visita del tuo sito;
  • l’iscrizione alla newsletter.

Tutto fa brodo. Ciò che conta è la tua capacità di innescare una relazione positiva con chi ti segue, in modo che non si senta lasciato lì sullo sfondo, in un angolo, ma venga invitato al centro della pista, a ballare con te, con i tuoi prodotti o servizi. In questo modo è probabile che il tuo potenziale cliente si leghi a te in modo più saldo, diventando sempre più propenso all’acquisto. Creare contenuti utili per il tuo target e che lo spingono a commentare, ti aiuta a porre le fondamenta per la costruzione di una lead generation, cioè una base di persone interessate al tuo brand che, una volta agganciate, potranno diventare clienti che generano conversioni e che continuano a seguire le tue attività (diventando, cioè, customer audience).

Questione di stile

Le caption non sono altro che delle micro-narrazioni, di fiction o non fiction a seconda dei casi. Il rispetto delle regole grammaticali è un elemento indispensabile, quindi rileggile sempre MILLE volte per non seminare refusi. Non si tratta solo di avere l’attitudine del grammarnazi. Conta anche la capacità di scrivere in modo umano, empatico, vicino al tuo pubblico. Se non sei in grado di farlo, non c’è nulla di male, puoi sempre farti aiutare da chi scrive testi di mestiere. Non c’è niente di peggio di un testo robotico o simile a quello di una freddissima brochure con i prodotti in sconto alla Coop: “Cassettiera fatta a mano in legno di mango altezza 30 cm”; “Corso di public speaking con un docente di eccezione” (brrrrrrr.).

Anche nei post più propriamente marchettari, cioè quando vendi i tuoi prodotti/servizi, ricordati sempre di parlare al cliente: raccontagli come i tuoi prodotti o servizi possano, essere la soluzione a un suo bisogno.

L’estetica delle caption e gli elementi di contorno: hashtag, emoji e menzioni

Non sottovalutare, infine, la resa più propriamente estetica di un post. Le caption su Instagram non sono come una pagina Word, che puoi formattare a piacere cambiando font, dimensioni carattere, interlinea, ecc. Le tue opzioni sono limitate, ma ci sono alcune accortezze che puoi adottare, per rendere più piacevole la lettura, come ad esempio:

– un bel punto elenco, che rende subito tutto più ordinato e facilita la memorizzazione dei concetti;

– l’uso di elementi come le parentesi quadre [ ] per creare dei titoli;

– il ricorso a semplici “cornicette” formate da punti e linee, per creare spaziature;

– le emoticon o gli hashtag, che possono essere usati come divisori per separare parti di testo.

Mi soffermo proprio su questi ultimi due elementi.

Gli hashtag e le emoticon sono come le patatine fritte accanto all’hamburger (o al vegburger). Ci stanno bene, ma devono essere fritte ammodo e non devono essere TROPPE, altrimenti fan venire la nausea. Un hashtag unico, riconducibile al tuo brand, può essere un ottimo veicolo per allargare il tuo giro. Ricordo che qualche tempo fa la squadra di NBA dei Toronto Raptors lanciò l’evocativo hashtag “#WeTheNorth”, presente in tutte le comunicazioni relative al team. Noi di Zandegù, per promuovere le nostre attività formative, abbiamo scelto #andiamoalsodo.

Ricordati che gli hashtag sono parole chiave, per questo devi scegliere con cura quelli più adatti alla tua strategia, facendo in modo che, attraverso la funzione ricerca di Instagram (la lente d’ingrandimento per capirci), facciano emergere il tuo post dal mare magnum di Instagram! Ricordati che puoi metterne 30 al massimo.

Le cose da evitare, quindi, sono:

  •  la classica “murata” di hashtag triti e ritriti che non aggiungono nulla, come #wow #instagood #fotodelgiorno #love #fashion, ecc. Sono hashtag usati in milioni di foto (in alcuni casi miliardi!) e non ti aiuteranno a far trovare la tua foto nel campo ricerca;
  • gli hashtag originali ma troppo lunghi, faticosi da leggere e impossibili da trovare attraverso il motore di ricerca, come #unestateconilvestitogiusto oppure #icorsizandegusonotop

Le emoticon, invece, possono essere uno strumento utile per sdrammatizzare il tuo testo, o dare quella nota di colore che fa sempre piacere. L’importante è non abusarne, altrimenti la lettura diventa faticosa e ciao-ciao cliente. Inoltre, non sono adatte per tutti i brand, dipende molto dal tuo tono di voce. Se ti occupi di consulenze in ambito legale, magari puoi anche rinunciare a utilizzarle, senza remore. Inserirle a caso in un testo molto serio, solo per tentare un “effetto ringiovanimento”, rischia di provocare il risultato opposto e far sospirare al lettore: “Ok… boomer!”.

Chiudo questa carrellata di elementi di contorno con le mention. Taggare un utente o un altro brand all’interno del tuo post può essere strategico e aumentare la tua visibilità, ma va fatto con cognizione di causa. Fallo solo se il contenuto del tuo post è attinente alla persona o al marchio, mentre evita come la peste le menzioni “tanto per”, lanciate nel mucchio, nella speranza di attirare personaggi noti o influencer. È una pratica poco corretta e non funziona MAI.


Bene, siamo arrivati alla fine di questa carrellata di consigli su come scrivere un buon post su Instagram. Cosa ne pensi? Se vuoi arricchire questo elenco con altre idee che magari arrivano dritte-dritte dalla tua esperienza di Instagrammer, siamo tutto orecchi!

Buona scrittura e alla prossima.

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