
“Caos Organizzato” è il percorso di FSL (Formazione Scuola-Lavoro) promosso dal CSV Società Solidale ETS di Cuneo che ha coinvolto undici studenti del Liceo Artistico “E. Bianchi” e dell’indirizzo socio-sanitario dell’IIS “S. Grandis”.
Nel corso di due settimane di attività, i ragazzi hanno lavorato a stretto contatto con associazioni, enti e professionisti del territorio per approfondire temi di grande rilevanza sociale, come la parità di genere, le dipendenze e la salute mentale. L’obiettivo non era soltanto acquisire nuove conoscenze, ma trasformarle in strumenti utili per i propri coetanei.
Dopo una prima fase di incontri e confronto con le realtà del territorio, gli studenti hanno sviluppato elaborati grafici, video, testi e proposte progettuali che diventeranno il cuore di un percorso di restituzione nelle rispettive scuole durante il successivo anno scolastico. Un modo concreto per condividere quanto appreso e stimolare il dialogo tra pari.
Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con numerose realtà del territorio, tra cui Mai+Sole, Telefono Donna, MenteInPace, PsycoHub, ACAT Cuneo, il Comune di Cuneo – Pari Opportunità e Antidiscriminazione, lo Spazio Giovani AL34 dell’ASL CN1/CSAC e l’Ordine degli Avvocati di Cuneo – Comitato Pari Opportunità.
L’esperienza è stata raccontata anche attraverso un’intervista realizzata in collaborazione con NèLR e Malinki, dando voce alle studentesse protagoniste del percorso e alle loro riflessioni.
Oltre ai risultati progettuali, “Caos Organizzato” ha rappresentato un’importante esperienza di crescita personale. Gli studenti hanno imparato a lavorare in gruppo, valorizzare competenze diverse, confrontarsi con professionisti e costruire reti di collaborazione. Le loro idee si sono trasformate in materiali concreti e in un progetto educativo destinato a coinvolgere altri giovani.
Anche per il CSV di Cuneo il percorso è stato un’occasione di scambio reciproco: l’entusiasmo, la creatività e lo sguardo dei ragazzi hanno arricchito il lavoro dei formatori, confermando quanto il protagonismo giovanile possa diventare una risorsa preziosa per la comunità.
“Caos Organizzato” dimostra come, quando ai giovani vengono offerti spazi di ascolto, confronto e responsabilità, il loro entusiasmo possa trasformarsi in idee, progetti e cambiamento sociale.

Fumetto sulla parità di genere
Come primo lavoro ho realizzato, in collaborazione con la mia compagna Denisa Velaj, un fumetto dedicato alla violenza di genere, con l’obiettivo di evidenziare l’importanza del supporto alle persone vittime di violenza.
L’idea è partita da un semplice schizzo su carta ed è stata successivamente sviluppata in digitale. Il fumetto rappresenta due personaggi neutri: uno piangente e senza scarpe (1) e l’altro in piedi con delle scarpette rosse (2). Il personaggio 2, vedendo il personaggio 1 piangere, decide di regalargli delle scarpette rosse. Dopo averle indossate e aver provato ad alzarsi, il personaggio 1 inizialmente fa fatica a rimanere in piedi, tremando e barcollando. Tuttavia, grazie al supporto del personaggio 2, riesce ad alzarsi e a mantenersi in piedi da solo.
Il significato di questo elaborato è il sostegno reciproco che le vittime di violenza possono offrirsi per superare la paura di raccontare le proprie esperienze. Il personaggio 1, inizialmente senza scarpette rosse, piange per rappresentare tutte quelle vittime che hanno ancora paura di denunciare o raccontare gli abusi subiti. Il personaggio 2 gli dona le scarpette come simbolo di sostegno, mostrandogli che una via d’uscita e di libertà esiste. All’inizio il personaggio 1 fatica a rimanere in piedi con le nuove scarpette, a rappresentare le difficoltà che ogni vittima può incontrare quando esce da una situazione di abuso. Tuttavia, grazie al sostegno e all’aiuto degli altri (familiari, amici, associazioni e altre vittime), riesce a trovare il coraggio di rialzarsi e ricominciare la propria vita con maggiore forza e consapevolezza.
Ho lavorato insieme a Miriam per creare un fumetto in stile manga. Volevamo rappresentare una persona in difficoltà e un’altra che l’aiuta.
Il fumetto è diviso in 6 scene principali. Le scarpette rosse vanno a significare la violenza che una persona ha subito.
Io e Miriam volevamo rappresentare che con l’aiuto degli altri si può superare e rimettersi in piedi.
Ci siamo suddivise il lavoro 50/50. Miriam ha aggiunto e rifinito il lavoro.
Secondo lavoro – Mini video sulla salute mentale
Come secondo lavoro ho realizzato un breve video di 55 secondi dedicato alla salute mentale, con l’obiettivo di trasmettere il messaggio che non si è mai soli nelle proprie battaglie interiori.
Anche questo lavoro è nato da un semplice schizzo su carta ed è stato poi sviluppato in collaborazione con gli altri. Ho preparato dei fogli con linee guida precise, sui quali ciascuno dei miei compagni di gruppo doveva disegnare un personaggio (sé stesso oppure una persona immaginaria) e, all’interno di una piccola bolla sopra la sua testa, rappresentare le proprie paure e preoccupazioni. Dopo aver raccolto i dieci disegni, li ho scannerizzati, importati in Procreate per ritagliarli e infine montati in Alight Motion.
Il video è suddiviso in tre parti:
– La prima parte mostra una bolla di pensiero con la frase «Nessuno mi capisce…». La sequenza dei disegni, che rappresentano persone tutte diverse e uniche, procede inizialmente lentamente, mostrando bolle vuote o sfocate. Questo rappresenta il fatto che, all’inizio, non sappiamo cosa stiano vivendo gli altri e tendiamo a pensare di essere soli nelle nostre sofferenze.
– La seconda parte introduce una nuova bolla con la frase «…sei sicur*?». La sequenza si ripete, ma in modo più veloce: alcune bolle non sono più oscurate e il loro contenuto diventa chiaramente visibile.
– L’ultima parte presenta un’altra bolla con la frase «Forse non sei così sol*, dopo tutto…». La sequenza riparte a una velocità ancora maggiore e tutte le bolle di pensiero risultano ora leggibili. Questa parte rappresenta il momento in cui ci rendiamo conto che non siamo mai veramente soli nelle nostre battaglie interiori.
Il video si conclude con una frase finale ad effetto:
«Nelle battaglie della mente, la vera forza è ricordare che non sei mai solo.»






































































































